Intervista ad Aldo Cazzullo

Una domanda immediata: italia perchè?
Io sono convinto che l’italia abbia un grandissimo futuro davanti a se. Oggi l’italia è un paese spaventato, di cattivo umore, impaurito. che ha paura di consumare, di investire. che pensa che la globalizzazione sia una sciagura. Invece la globalizzazione è una grande opportunità, per un paese come il nostro. Intanto perchè in un mondo globale, che diventa sempre più uniforme, sempre più uguale a se stesso, è un paese guardato con ammirazione e con invidia. E poi perchè nel resto del mondo c’è una grande domanda di italia. Non soltanto in Germania o in America, dove ci conoscono bene, ma in India, Cina, Brasile, Sudafrica, nel mondo di domani è pieno di gente che vorrebbe vestirsi come noi, mangiare i nostri cibi, bere i nostri vini, comprare i nostri prodotti. Quindi si aprono mercati che finora non esistevano.
Quindi è sbagliato dire che il Made in Italy si è usurato nel tempo… E’ vero il contrario. Il Made In Italy ha davanti a se un futuro luminoso. Proprio perchè il mondo guarda a noi come alla capitale della moda, del design, della bellezza, dell’estro, della fantasia, del gusto di vivere. l’Italia deve diventare il Software del mondo.
C’è qualcosa in preparazione sull’Italia fra i tuoi libri?
Si, c’è in preprarazione un libro che raccoglie tutto il materiale scaturito dai due viaggi che ho fatto. Uno per la presentazione del libro “Viva l’Italia” (http://bit.ly/w5BLCW). Uno con i reportage pubblicati sul mio giornale (il Corriere della Sera). Non sarà solo una raccolta di articoli. Ma un libro totalmente originale.
Con chi pubblichi?
Con Mondadori.
Perchè?
Perchè è il più grande editore italiano. E’ un editore libero, indipdendente. Non ha mai chiesto di cambiare una riga dei miei articoli e dei miei libri. I miei giudizi su Berlusconi sono agli atti. Non devo improvvisarli adesso.

Intervista a Claudio Magris

Lei è un germanista di affermata competenza…
Attualmente in pensione…
E’ in pensione! Questa è una notizia! Una novità!
Non è una novità! Ho insegnato letteratura tedesca per tutta la mia vita. Ho 73 anni. E quindi sono in pensione…
Però lavora ancora per il Corriere della Sera…
Si, ma non solo come giornalista per il Corriere… Scrivo di letteratura, scrivo di politica, scrivo di tante cose…
Quindi la sua professione di germanista si è trasportata su quelle che sono le pagine del più autorevole quotidiano d’Italia. O non pensa così?
Si, ma non è che si sia trasportata. Vede, uno non è soltanto una cosa. Io ho studiato e insegnato letteratura tedesca. Poi mi sono interessato a tante altre cose… Non è che i miei autori prediletti siano necessariamente solo quelli tedeschi. Tolstoj (scrittore russo di “guerra e pace” ndr) mi interessa certamente non meno di Goethe. Se non di più. E poi ho cominciato a scrivere in proprio. Ho scritto vari libri… libri di viaggi… racconti… commenti politici… Naturalmente quelli che la mia professione mi ha permesso fare. Quelli che mi hanno permesso di specializzarmi in una determinata sezione. Mi hanno dato molte cose…
E’ vero che lei predilige carta e penna per scrivere?
Si. E’ semplicemente una cosa proprio pratica. Io, con le dita scrivo non solo lentamente, ma con una capacità di concentrarmi poi sulle singole parole quando parlo una lingua che non conosco bene. Quindi, questo mi toglie lo slancio di buttarmi, come quando ci si butta a scrivere letterariamente, in cui non si sa quello che si scriverà…
Neanche dopo cinque minuti…
Neanche dopo trenta secondi! Mentre invece se io scrivo a macchina o a computer è diverso. Per me è un mezzo di comunicazione, che è differente.
E’ una esigenza personale quella di scrivere a mano…
Naturalezza… Un tic… Uno ha diritto ai suoi tic. Guai farne una specie di etichetta come se questa penna (e mima il gesto di tirare fuori la penna dal taschino della giacca)…
Sta rifacendo come da fabio fazio su raitre a chetempochefa in una sua precedente intervista…
Io detesto queste cose qua. poi è legittimo…
Si… si. Va bene cosi.
C’è anche chi non vola in aeroplano.
E’ vero.

Intervista a Paolo Tommasi

(l’intervista è stata fatta sotto un gazebo di una manifestazione letteraria con la dicitura “angolo per le firme”)

Sig. Paolo Tommasi, perchè lei sta seduto dove stanno seduti gli scrittori?
Perchè la sedia è libera
Non pensa di essere un po’ uno spodestatore?
Non spodesto nessuno perchè non c’è nessuno a sedere!

Intervista a Danila Satragno

Una domanda secca. Un libro sul canto. Un altro libro sul canto in preparazione, in prossima uscita. Un libro sperling & kupfer. Un libro di cui non si sa il nuovo editore. Perchè sempre un libro sul canto?
Perchè è tutta la mia vita. Io scriverei mille libri sul canto. Ma forse non me ne danno l’opportunità…
Non pensi che ci sia troppo merchandising sul canto attuamente? X factor, Amici, libri sul canto… Personaggi famosi come Mara Maionchi che attualmente fa la star televisiva in giro per lo schermo… Non pensi che ci sia un eccessivo sfruttamento di quello che è il cantare?
Sicuramente c’è un eccessivo sfruttamento di quello che sta intorno al canto. Ma manca invece molta molta qualità nel canto. Ed è quello che vorrei esprimere io coi miei libri perchè io ho dedicato tutta la mia vita allo studio della musica e del canto.
La tua attuale occupazione?
Io sono principalmente una musicista-cantante. Poi nel mio percorso ho dedicato tantissima parte…
Jazzista…
Si.
Le mie ultime informazioni dicono docente al conservatorio…
Si. C’è sempre la cattedra di jazz. Sono stata la prima docente italiana… Perchè sono stata la prima cattedra nel mio conservatorio a fare jazz. Si, principalmente quello. Però ho avuto anche la fortuna di fare la comprimaria a grandi come fabrizio de andrè, ecc…
E la scuola dei cantautori di Genova? Di che cosa si tratta?
E’ la scuola di Luca Bizzarri.
Quello del duo comico Luca e Paolo?
Si. Abbiamo lavorato insieme per questo progetto. Adesso però si sta trasformando. C’era questa scuola… C’è questa scuola… Ma ne vorremmo fare un’altra cosa ancora…
Come sta il cane di Luca?
Sicuramente meglio del mio! No… sta bene anche il mio, ma l’importante è che non si incontrino…

Intervista a Valerio Massimo Manfredi

Che cosa la porta qua (pietrasanta)?
Un invito specifico del mio editore. Però potendo e quando avessi tempo ci verrei ugualmente perchè è una bellissima festa.
Indiscrezioni mi hanno detto che lei usa la musica per scrivere. E’ vero?
Sempre, continuamente
Per quale motivo?
Perchè mi cala immediatamente nella storia, nell’atmosfera. Mi isola da tutte le distrazioni. E mi carica le emozioni per poterle meglio comunicare agli altri.
La rivedremo in televisione?
Bah, la mia rete l’anno scorso…
La7 per precisare…
La7 non mi ha mandato in onda
Per quale motivo?
Non ne ho la più pallida idea.
Non ha provato a chiedere?
No. Io non chiedo mai dovrebbero essere loro… Un fatto di orgoglio… No. Visto che io ho fatto 158 puntate o di più senza mai mezza critica… Penso che almeno chiamarmi e dirmi qualcosa sarebbe stato carino. Avranno avuto le loro ragioni.
Cambierebbe rete se le proponessero da qualche altra parte?
Io ho già avuto delle proposte. E le sto valutando. Spero che la7 continui a considerarmi, perchè mi sono molto abituato. sono diventati tutti amici i miei collaboratori. Mi vogliono bene. Ci divertiamo. Facciamo delle bellissime cose insieme. So che hanno mandato due repliche. E che sono andate molto bene. So che hanno fatto degli ascolti migliori di certe star televisive che fanno programmi simili al mio più costose di me. Si vede che c’è ancora un seguito. La gente mi ferma ancora per la strada. Ma credo anche che si sia anche il problema…
Dello share?
No. Economico…
Perchè: costavate troppo?
Non lo so. Può darsi…. La nostra trasmissione è una trasmissione che ha dei costi. Anche se abbiamo sempre fatto il possibile per ridurli: molti spostamenti erano sponsorizzati, ecc… … E’ una bella rete la7…
Ha ospitato molti professionisti televisivi di alto rango…
Si. Effettivamente… E spesso persone che hanno avuto problemi…
Una fra tutti Sabina Guzzanti…
Si appunto. Soprattutto presso altre reti… Hanno trovato un po’ rifugio politico…
Si sente un rifugiato?
No assolutamente. Io, anzi, mi trovo rilassatissimo a La7. La mia troupe… Il mio autore… Siamo proprio amici amici amici… Proprio un patto d’acciaio.