Intervista a Luca Lazzareschi

Il direttore artistico della Versiliana, colui che ha riportato il successo delle letture dell’Odissea in riva al mare e che ha fatto collezionare un attivo di bilancio alla Fondazione per cui ha lavorato nell’Estate 2014 si concede ai nostri microfoni per parlarci del presente e del futuro della Fondazione.

Che cosa le è piaciuto di più dell’”Odissea”?

La cosa che mi è piaciuta di più senza dubbio è la partecipazione del pubblico, così appassionata e che ha sfidato il maltempo, il mare mosso, l’umidità, il freddo… Vedere 3-400 persone ogni sera che corrono sul pontile di Marina di Pietrasanta per prendersi il posto migliore, attrezzati di coperte e giacche a vento, e stare li ad ascoltare le parole di Omero cantate ogni volta da grandi artisti come quelli che sono passati è una cosa che fa grande piacere. L’empatia del pubblico con l’evento in se ogni sera, con ogni singolo evento, è una cosa che mi ha fatto altrettanto piacere.  Quest’ultima, però, non mi stupisce, in realtà. Io ho già fatto eventi di questo tipo in qualità di attore e so che tipo di risultato si ottiene. Conosco il tipo di reazione che suscitano sul pubblico.

Su che cosa farete affidamento per ripetere l’esperimento dell’Odissea se c’è la volontà di ripeterlo: un altro testo, un’altra opera di Omero?

La volontà c’è. Perché altrimenti sarebbe un peccato gettare via un risultato positivo come quello dell’”Odissea”. Bisognerà trovare delle tematiche che si adattino alla location. Perché, per esperienza personale, queste cose funzionano quando la location, come quella particolare del Pontile o un altra, si sposa bene con il tema trattato. Il risultato da ottenere è un matrimonio felice tra testo e ambiente di rappresentazione. Si tratterà di un testo o di altro…

Una sorpresa…

Certamente. L’esperienza va ripetuta, io credo, perché il pubblico ce lo chiede. Ce lo hanno chiesto i risultati dell’Odissea, quelle due migliaia di persone in totale che per sei sere hanno affollato il Pontile.

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