Intervista a Dario Vergassola

Come mai intitolare un libro, il tuo ultimo in libreria, “Panta Rai”?
E’ un titolo scherzoso. Dal motto latino “Panta Rei”, che significa “tutto scorre”, si è coniugato con il significato trasformato “la notizia scorre”. Il tutto nasce dal periodo dell’informazione italiana che sotto Berlusconi e Augusto Minzolini (ex direttore del TG1 ndr) vedeva scorrere le notizie in modo cosi veloce e dette in una maniera così strana… L’informazione non era tenuta molto di conto. Poi, non è che si può parlare di cambi migliori o peggiori… ma si è trattato di un periodo talmente evidente che ha dato da mangiare a tanti comici. Onestamente ci è servito tanto.
Che cosa succederà di “The show must go off”, il programma satirico di La7, la prossima stagione?
E’ una bella domanda. Non lo sappiamo come andrà a finire. C’è stato questo tentativo di prima serata il sabato che secondo me non è andato male. Io personalmente l’ho trovata una cosa molto faticosa. Sono più di due ore di programma…
Con dei pezzi da novanta del calibro di Lillo e Greg…
In generale tutti mi sono sembrati bravi. Elio e le Storie Tese e tutti gli altri. Però secondo me il sabato sera è una serata per un pubblico prettamente televisivo. Se diamo retta a dati auditel, se diamo retta alle categorie e alle fasce di pubblico noi abbiamo un pubblico quasi esclusivamente di giovani, di universitari, di gente che si informa e che frequenta teatri. Quindi, quel tipo di pubblico, il sabato sera esce, va fuori. E si pensava che un programma come il mio e di Serena Dandini mirasse a catturare quel tipo di pubblico. Mentre non si è pensato che sulla concorrenza di Canale cinque c’era un colosso come Maria De Filippi e su quella dell’ammiraglia Rai, Raiuno, c’era lo show di Milly Carlucci. Noi siamo partiti con il tre percento di share e abbiamo abbassato all’uno. Ma se pensi che Maurizio Crozza è partito da degli ascolti bassi e ha guadagnato nel tempo… Sinceramente non so cosa si aspettasse la rete…
Ma Paolo Ruffini cosa vi ha detto?
Io non ho saputo nulla. Sono l’ultimo a sapere le cose.
Ma il programma è cancellato?
Si può dire che non lo rifacciamo adesso. Avrei saputo qualcosa se questa eventualità si fosse avverata. Non si sa se fare qualche puntata adesso o rimandare a gennaio. Io cambierei la serata in cui metterlo in onda. Stando attento alla controprogrammazione delle altre reti televisive maggiori.
Soddisfatto della stagione?
Ma guarda… in un momento di crisi terrificante, di incognite, presi un po’ di mira sul discorso politico… Meglio che non aver fatto niente.
Una questione di soprvvivenza…
La è. Ti dico la verità: non riuscendo a lavorare da nessuna parte… tenendosi una buona quota di serate… si può dire che ci è andata grandemente di lusso.

Intervista a Luca Telese

Indiscrezioni dicono che stai per fondare un giornale. E’ vero?
No. E’ ufficiale. Il diciotto settembre o questo giornale esce o io vengo cacciato di casa da mia moglie.
Come mai?
Beh, già mi rimprovera di essermi licenziato da un lavoro a tempo indeterminato nell’anno della crisi. Mi tratta male…
Sei andato via da La7?
No mi sono licenziato dal Fatto (Il Fatto quotidiano di Marco Travaglio ndr)
Come mai?
Per fondare un nuovo giornale.
Non è stato per incomprensioni con la redazione…
No. Ho deciso di fondare insieme ad altri un nuovo giornale perchè non condividevo la linea che stava imprimendo al giornale. Una storia triste…
Vedremo come andrà il giornale… Come ci si sente ad aver ereditato da Romano Battaglia la conduzione del Caffè della Versiliana a Marina di Pietrasanta 2012?
Non ho ereditato da Battaglia la conduzione. Romano Battaglia è l’autorità morale del Caffè della Versiliana. E’ uno spirito che aleggia… Viene qui… Presenta… Lui ha deciso, molto generosamente, di concedere a dei ragazzi giovani di prendere un piccolo spazietto, di presentare al posto suo. Unica condizione posta è il rispetto di uno spazio come il caffè della Versiliana, che è ascoltare, ragionare, tenere un registro alto e uno basso allo stesso tempo. Uno degli ospiti di questa edizione, Dario Vergassola, ha sparato mille e quattrocento battute in sessanta minuti. E dentro questo viaggio nella comicità c’è stata anche la possibilità di fare un viaggio sottotraccia nell’ironia. Senza mai perdere il senso della serietà del discorso in sè…
Un arricchimento…
Assolutamente. Io ho imparato tante cose che non sapevo. Ho scoperto i trucchi del mestiere della comicità. Come se si andasse a capire i trucchi di un prestigiatore al di fuori del vedere la magia in se.

Intervista a Walter Veltroni

Che cosa sta preparando per le persone che la seguono?
Ad agosto uscirà un libro, un romanzo.
Di che cosa parlerà?
Ne parleremo al momento giusto…
Dopo il suo viaggio in Africa: nulla?
Sono stato recentemente di nuovo la…nel posto che mi sta molto a cuore…
Cioè: lei ha messo in piedi un progetto umanitario?
No… sostengo una struttura che lavora in Mozambico con i bambini.
Come mai ha scelto questo progetto?
Perchè me ne sono occupato tanti anni fa… e ho continuato nel corso di questi anni.