Intervista a Claudio Rossi Marcelli

Non le sembra esagerato il fatto di voler diffondere una idea di famiglia omosessuale in Italia con una potenza cattolica come Roma?
No. Perchè alla fine la potenza cattolica è molto più sulla politica che sulla società. E infatti ce ne accorgiamo noi coppie gay con bambini, che incontriamo un ambiente dove la reazione non è cosi differente rispetto ad altre grandi città come Ginevra, dove vivevo prima, o Roma, dove vivo adesso. La differenza la noto nella politica, nella mancanza di diritti, nella percezione del problema in generale su cui è necessario legiferare. L’Italia non è più omofoba di tanti altri paesi della maggior parte dei paesi europei. Non è la Scandinavia, ma non è lontana dalla Spagna, dalla Francia… Servirebbe una politica illuminata, che faccia un po’ più da guida… E invece abbiamo una politica che trascina, tipo palla al piede, la società.
Quindi secondo lei manca qualcosa a livello legislativo, non culturale…
Certo. Perchè si è creato un vuoto. Perchè queste famiglie ora ci sono… In un paese globalizzato, dove prendi Easyjet e vai in Spagna e risolvi il problema che in Italia non c’è una legge… Cioè, finchè le cose sono permesse all’estero e se si aggiunge che oggi viaggiare nel mondo non è più una difficoltà, è inutile chiudere gli occhi in un mondo che sta crescendo. Il fenomeno delle coppie di fatto sta aumentando e diventerà una realtà sociale su cui le amministrazioni non dicono nulla. E queste amministrazioni perdono anche un po’ il controllo, perchè la società va talmente avanti che le amministrazioni non riescono a rappresentarla. E quindi perdono il contatto con essa.
Secondo lei, tra dieci anni potremo vedere dei genitori dello stesso sesso che camminano con i propri figli per la strada?
Ma li vediamo già. Io personalmente vado tutti i giorni a fare la spesa. Ci sono già queste famiglie. Se ne vedranno sempre di più. E poi fatto da non sottovalutare è che siamo circondati. Perchè, oltre a tutti gli altri paesi che confinano con noi, anche la Francia metterà in analisi una legge sulla adozioni per omosessuali. Pensi soltanto a due papà con due figlie adottive che vengono a lavorare a Roma per una multinazionale. Che succede: la scuola non riconosce che quelli sono i genitori? Il bambino è orfano? L’ospedale non riconosce a entrambi i genitori la paternità? Diventa proprio un problema amministrativo… Non è un fatto di ideologia. E’ un fatto di governare, di dare ad una realtà esistente un inquadramento preciso

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...