Intervista a Concita de Gregorio

E’ stato più traumatico passare dall’essere una giornalista del quotidiano “La Repubblica” a direttore del quotidiano “L’Unità” o il contrario?
Non è stato difficile il passaggio in se. E’ stato stimolante, interessante, utile e giusto credo. Sia il primo passaggio sia il secondo, perchè pensavo e desideravo fare qualcosa di utile e di importante per una parte della cittadinanza e della popolazione e per tutti quelli che si riconoscono in un mondo che fa riferimento ad una cultura di centrosinistra. Per me era importante coltivare quel prato.
Rifarebbe l’esperienza da direttore?
Si, la rifarei.
In quale giornale le piacerebbe? Se le dicessero di scegliere lei il giornale dove andare, lei quale sceglierebbe?
Non si può fare questo esercizio di scelta. Dirigere un giornale è qualcosa che si fa perchè il giornale per cui lo fai ti somiglia. Deve essere un lavoro, il dirigere, che ti riguarda, ti appartiene.
Quindi un giornale come “Il Secolo d’Italia”…
Ecco… Ci sono tutta una serie di giornali che non mi piacciono e non mi assomigliano. E quindi non li potrei dirigere.

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