Intervista a Claudio Magris

Lei è un germanista di affermata competenza…
Attualmente in pensione…
E’ in pensione! Questa è una notizia! Una novità!
Non è una novità! Ho insegnato letteratura tedesca per tutta la mia vita. Ho 73 anni. E quindi sono in pensione…
Però lavora ancora per il Corriere della Sera…
Si, ma non solo come giornalista per il Corriere… Scrivo di letteratura, scrivo di politica, scrivo di tante cose…
Quindi la sua professione di germanista si è trasportata su quelle che sono le pagine del più autorevole quotidiano d’Italia. O non pensa così?
Si, ma non è che si sia trasportata. Vede, uno non è soltanto una cosa. Io ho studiato e insegnato letteratura tedesca. Poi mi sono interessato a tante altre cose… Non è che i miei autori prediletti siano necessariamente solo quelli tedeschi. Tolstoj (scrittore russo di “guerra e pace” ndr) mi interessa certamente non meno di Goethe. Se non di più. E poi ho cominciato a scrivere in proprio. Ho scritto vari libri… libri di viaggi… racconti… commenti politici… Naturalmente quelli che la mia professione mi ha permesso fare. Quelli che mi hanno permesso di specializzarmi in una determinata sezione. Mi hanno dato molte cose…
E’ vero che lei predilige carta e penna per scrivere?
Si. E’ semplicemente una cosa proprio pratica. Io, con le dita scrivo non solo lentamente, ma con una capacità di concentrarmi poi sulle singole parole quando parlo una lingua che non conosco bene. Quindi, questo mi toglie lo slancio di buttarmi, come quando ci si butta a scrivere letterariamente, in cui non si sa quello che si scriverà…
Neanche dopo cinque minuti…
Neanche dopo trenta secondi! Mentre invece se io scrivo a macchina o a computer è diverso. Per me è un mezzo di comunicazione, che è differente.
E’ una esigenza personale quella di scrivere a mano…
Naturalezza… Un tic… Uno ha diritto ai suoi tic. Guai farne una specie di etichetta come se questa penna (e mima il gesto di tirare fuori la penna dal taschino della giacca)…
Sta rifacendo come da fabio fazio su raitre a chetempochefa in una sua precedente intervista…
Io detesto queste cose qua. poi è legittimo…
Si… si. Va bene cosi.
C’è anche chi non vola in aeroplano.
E’ vero.

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