Intervista a Iordan Giorgica

Quanti anni hai?
Venti.
Da dove vieni?
Romania.
Da quanto tempo sei in Italia?
Due anni.
Sei cittadino regolare?
No.
Come mai non ti vuoi regolarizzare?
Non ho trovato un lavoro per regolarizzarmi. E poi adesso siamo nell’Unione Europea… sono un cittadino europeo…
Quindi tra un po lo diventi… Contento?
No.
Perchè?
Cosi…
Quale è la tua attuale occupazione?
Elemosina.
Cioè tu ti siedi con una vaschetta e chiedi i soldi…
No, aiuto in un supermercato le persone a riportare il carrello a posto nelle carrelliere. E in cambio mi lasciano il soldo nel carrello.
Quindi ti guadagni quel soldo…
Si.
Quanto riesci a raccimolare al giorno?
Dieci-quindici euro.
E ti bastano per campare?
No.
In romania hai lasciato la povertà o la ricchezza?
C’era meglio di come sto ora.
Torneresti in Romania?
Si. Ci torno a settembre…
Ma ti mandano via?
No. Io, in quanto cittadino europeo posso circolare in Italia.
Quindi non avresti bisogno della cittadinanza italiana…
No.
Le autorità o le forze dell’ordine ti hanno fatto delle noie?
Si.
Perchè?
Perchè non ho un domicilio regolare. Mi hanno fermato diverse volte i poliziotti. Mi hanno fatto anche il foglio di via.
E come mai sei ancora qua?
Perchè non ho i soldi per partire.
Quindi anche se hai il foglio di via non puoi partire…
No.
Preferisci qui o il tuo paese?
Il mio paese. Il mio sangue è là.
E dopo settembre ritornerai in Italia?
Si.

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Intervista a Lella Costa

Attrice teatrale; personaggio televisivo, scrittrice prossimamente per la casa editrice Piemme – anticipazione per i lettori: come fa a conciliare tutti questi ruoli?
Ci vogliamo mettere che sono madre di tre figlie…
Addirittura!
E moglie di un agente immobiliare… Io non lo so se riesco a conciliare. Io ci provo. Credo che il massimo che si possa fare sia provarci onestamente, e avendo magari chiare quali sono le cose veramente importanti, quali sono le priorità. Però ci provo… I bilanci nella vita si fanno…
Ogni tanto…
…molto avanti. Soprattutto quando si hanno dei figli. La cosa a cui tengo di più e in cui spero di più è di avere fatto danni con loro.
Ci può parlare dei suoi figli?
Sono tre femmine. La più grande di ventott’anni. La media ne ha diciannove. La più piccola ne ha quindici.
Lei la rifarebbe la tv delle ragazze?
Certamente si.
Con chi? Ci faccia due nomi…
Sicuramente con Geppi Cucciari.
La lanciatissima presentatrice del canale televisivo digitale La7…
Lei è ben più che una presentatrice. E’ una donna di grande intelligenza. Una donna con una formazione molteplice. E’ stata una comica di Zelig (programma comico di Canale 5 ndr). E poi mi piace moltissimo come persona.
E il secondo nome?
Data la sua straordinaria molteplicità Paola Cortellesi. Non tanto come conduttrice ma come…
…attrice comica…
…come interprete soprattutto.
Cosa pensa del teatro di oggi?
Il teatro di oggi è tante cose. il teatro di oggi è il teatro tradizionale… i teatri stabili… il teatro di produzione commerciale…
Quello che le chiedevo è un giudizio…
Non posso dare un giudizio univoco. Perchè il teatro è tante cose…
E sul suo?
Non posso giudicarlo io. Lo dovrà giudicare chi lo verrà a vedere. Io cerco di fare un teatro vivente. Un teatro che racconta anche del classici, ma lo fa con la necessità e magari anche l’urgenza di raccontare qualcosa che riguarda la vita, le persone, la contemporaneità che stiamo attraversando.
Lei è impegnata nel sociale?
Ci provo. Ci sono alcune battaglie che mi stanno molto a cuore. Cerco di fare del mio meglio per essere coerente.
Ce ne può dire una di queste battaglie?
Emergency
Perchè ha scelto Emergency?
sottolineo che seguo anche altre cose… Ma è perchè fa qualcosa che è purtroppo indispensabile fare. Cioè soccorrere, curare le vittime di quello che è il vero scandalo contemporaneo, che sono le guerre. Perchè nelle guerre contemporanee le vittime sono per il novanta per cento civili. E questo è intollerabile.
Come ne è venuta a conoscenza?
Ho avuto la fortuna e il grande privilegio di incontrare Teresa e Gino Strada quando stavano fondando Emergency e quindi sono con loro dall’inizio.
Lei quale pensa sia il suo pubblico di riferimento? Maschile o femminile?
Mah… il pubblico che va a teatro in Italia è per più del settanta per cento femminile. Magari il mio lo sarà un po’ di più.
Secondo lei perchè?
Perchè le donne sanno fare più cose contemporaneamente.
Un fatto di multitasking…
Per forza o per amore noi donne siamo molto più multitasking.
Ultima domanda: qualcosa da dichiarare?
No.

Intervista ad Andrea Marietti

Si qualifichi, per favore…
Andrea Marietti, marito di Lella Costa.
Cosa significa vivere con una come Lella Costa?
E’ una domanda che mi hanno fatto venti barra venticinque anni fa, quando ho iniziato questa avventura. In realtà singifica vivere una vita normalissima, semplicemente piena di cambiamenti continui
Non è stressante?
No. Assolutamente no. Perchè la vita familiare è ben distinta dal resto.
Cioè: lei non è il classico marito che fa le tournèe, che va in giro?
No. Io faccio tutt’altro mestiere.
Cosa?
L’agente immobiliare.
Ah… Interessante!
Per fortuna facendo mestieri totalmente differenti non abbiamo problemi di sovrapposizioni.

Intervista ad Aldo Cazzullo

Una domanda immediata: italia perchè?
Io sono convinto che l’italia abbia un grandissimo futuro davanti a se. Oggi l’italia è un paese spaventato, di cattivo umore, impaurito. che ha paura di consumare, di investire. che pensa che la globalizzazione sia una sciagura. Invece la globalizzazione è una grande opportunità, per un paese come il nostro. Intanto perchè in un mondo globale, che diventa sempre più uniforme, sempre più uguale a se stesso, è un paese guardato con ammirazione e con invidia. E poi perchè nel resto del mondo c’è una grande domanda di italia. Non soltanto in Germania o in America, dove ci conoscono bene, ma in India, Cina, Brasile, Sudafrica, nel mondo di domani è pieno di gente che vorrebbe vestirsi come noi, mangiare i nostri cibi, bere i nostri vini, comprare i nostri prodotti. Quindi si aprono mercati che finora non esistevano.
Quindi è sbagliato dire che il Made in Italy si è usurato nel tempo… E’ vero il contrario. Il Made In Italy ha davanti a se un futuro luminoso. Proprio perchè il mondo guarda a noi come alla capitale della moda, del design, della bellezza, dell’estro, della fantasia, del gusto di vivere. l’Italia deve diventare il Software del mondo.
C’è qualcosa in preparazione sull’Italia fra i tuoi libri?
Si, c’è in preprarazione un libro che raccoglie tutto il materiale scaturito dai due viaggi che ho fatto. Uno per la presentazione del libro “Viva l’Italia” (http://bit.ly/w5BLCW). Uno con i reportage pubblicati sul mio giornale (il Corriere della Sera). Non sarà solo una raccolta di articoli. Ma un libro totalmente originale.
Con chi pubblichi?
Con Mondadori.
Perchè?
Perchè è il più grande editore italiano. E’ un editore libero, indipdendente. Non ha mai chiesto di cambiare una riga dei miei articoli e dei miei libri. I miei giudizi su Berlusconi sono agli atti. Non devo improvvisarli adesso.

Intervista a Claudio Magris

Lei è un germanista di affermata competenza…
Attualmente in pensione…
E’ in pensione! Questa è una notizia! Una novità!
Non è una novità! Ho insegnato letteratura tedesca per tutta la mia vita. Ho 73 anni. E quindi sono in pensione…
Però lavora ancora per il Corriere della Sera…
Si, ma non solo come giornalista per il Corriere… Scrivo di letteratura, scrivo di politica, scrivo di tante cose…
Quindi la sua professione di germanista si è trasportata su quelle che sono le pagine del più autorevole quotidiano d’Italia. O non pensa così?
Si, ma non è che si sia trasportata. Vede, uno non è soltanto una cosa. Io ho studiato e insegnato letteratura tedesca. Poi mi sono interessato a tante altre cose… Non è che i miei autori prediletti siano necessariamente solo quelli tedeschi. Tolstoj (scrittore russo di “guerra e pace” ndr) mi interessa certamente non meno di Goethe. Se non di più. E poi ho cominciato a scrivere in proprio. Ho scritto vari libri… libri di viaggi… racconti… commenti politici… Naturalmente quelli che la mia professione mi ha permesso fare. Quelli che mi hanno permesso di specializzarmi in una determinata sezione. Mi hanno dato molte cose…
E’ vero che lei predilige carta e penna per scrivere?
Si. E’ semplicemente una cosa proprio pratica. Io, con le dita scrivo non solo lentamente, ma con una capacità di concentrarmi poi sulle singole parole quando parlo una lingua che non conosco bene. Quindi, questo mi toglie lo slancio di buttarmi, come quando ci si butta a scrivere letterariamente, in cui non si sa quello che si scriverà…
Neanche dopo cinque minuti…
Neanche dopo trenta secondi! Mentre invece se io scrivo a macchina o a computer è diverso. Per me è un mezzo di comunicazione, che è differente.
E’ una esigenza personale quella di scrivere a mano…
Naturalezza… Un tic… Uno ha diritto ai suoi tic. Guai farne una specie di etichetta come se questa penna (e mima il gesto di tirare fuori la penna dal taschino della giacca)…
Sta rifacendo come da fabio fazio su raitre a chetempochefa in una sua precedente intervista…
Io detesto queste cose qua. poi è legittimo…
Si… si. Va bene cosi.
C’è anche chi non vola in aeroplano.
E’ vero.

Intervista a Paolo Tommasi

(l’intervista è stata fatta sotto un gazebo di una manifestazione letteraria con la dicitura “angolo per le firme”)

Sig. Paolo Tommasi, perchè lei sta seduto dove stanno seduti gli scrittori?
Perchè la sedia è libera
Non pensa di essere un po’ uno spodestatore?
Non spodesto nessuno perchè non c’è nessuno a sedere!

Intervista a Danila Satragno

Una domanda secca. Un libro sul canto. Un altro libro sul canto in preparazione, in prossima uscita. Un libro sperling & kupfer. Un libro di cui non si sa il nuovo editore. Perchè sempre un libro sul canto?
Perchè è tutta la mia vita. Io scriverei mille libri sul canto. Ma forse non me ne danno l’opportunità…
Non pensi che ci sia troppo merchandising sul canto attuamente? X factor, Amici, libri sul canto… Personaggi famosi come Mara Maionchi che attualmente fa la star televisiva in giro per lo schermo… Non pensi che ci sia un eccessivo sfruttamento di quello che è il cantare?
Sicuramente c’è un eccessivo sfruttamento di quello che sta intorno al canto. Ma manca invece molta molta qualità nel canto. Ed è quello che vorrei esprimere io coi miei libri perchè io ho dedicato tutta la mia vita allo studio della musica e del canto.
La tua attuale occupazione?
Io sono principalmente una musicista-cantante. Poi nel mio percorso ho dedicato tantissima parte…
Jazzista…
Si.
Le mie ultime informazioni dicono docente al conservatorio…
Si. C’è sempre la cattedra di jazz. Sono stata la prima docente italiana… Perchè sono stata la prima cattedra nel mio conservatorio a fare jazz. Si, principalmente quello. Però ho avuto anche la fortuna di fare la comprimaria a grandi come fabrizio de andrè, ecc…
E la scuola dei cantautori di Genova? Di che cosa si tratta?
E’ la scuola di Luca Bizzarri.
Quello del duo comico Luca e Paolo?
Si. Abbiamo lavorato insieme per questo progetto. Adesso però si sta trasformando. C’era questa scuola… C’è questa scuola… Ma ne vorremmo fare un’altra cosa ancora…
Come sta il cane di Luca?
Sicuramente meglio del mio! No… sta bene anche il mio, ma l’importante è che non si incontrino…